Acne aestivalis: quando il sole gioca brutti scherzi
Esiste una forma di acne causata dai raggi del sole. Come curarla
Dr. Giulia Rossi
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10 settembre 2026
L'acne aestivalis, conosciuta storicamente come acne di Maiorca, è una reazione della pelle scatenata dall'esposizione alle radiazioni solari, in particolare dai raggi ultravioletti A (UV-A). Descritta per la prima volta negli anni '70 tra i giovani in vacanza in località calde e soleggiate, colpisce soprattutto le donne tra i 20 e i 40 anni con pelle sensibile o a tendenza grassa.
Come si riconosce l'acne aestivalis
A differenza della comune acne giovanile, l'acne aestivalis si manifesta con un quadro clinico estremamente omogeneo. La pelle si copre di piccole papule rosse e cupoliformi, di dimensioni uniformi comprese tra i 2 e i 4 millimetri, che causano spesso un fastidioso prurito. Un elemento fondamentale per la diagnosi è la totale assenza di punti neri, punti bianchi o cisti profonde, tipici di altre forme acneiche. Le lesioni si manifestano solitamente tra le 24 e le 72 ore dopo un'intensa esposizione al sole e si concentrano prevalentemente sul décolleté, sulle spalle, sulla parte alta della schiena e sulla superficie esterna delle braccia, mentre il viso viene coinvolto solo raramente.
Perché si scatena?
La causa principale di questa condizione risiede in una reazione chimica e irritativa che si innesca direttamente nei pori della pelle. Quando i raggi ultravioletti A penetrano nella cute, interagiscono con i lipidi presenti nel sebo o con gli oli e gli emulsionanti contenuti in creme solari e cosmetici troppo ricchi. Questa combinazione genera sostanze fortemente irritanti che infiammano le pareti dei follicoli piliferi, portando alla formazione dei caratteristici rilievi rossi. Fortunatamente, con il passare delle settimane e man mano che la pelle sviluppa una graduale tolleranza al sole, il fenomeno tende ad attenuarsi progressivamente.
Come riconoscerla da altre forme
Per impostare una corretta gestione, lo specialista deve distinguere l'acne aestivalis da altre eruzioni cutanee legate al caldo o alla luce. L'acne comune presenta sia punti neri sia lesioni con pus e, dopo un ingannevole miglioramento iniziale al sole, tende a mostrare un netto peggioramento autunnale.
La follicolite da lieviti si riconosce invece per la presenza di piccoli brufoli fortemente pruriginosi sul tronco causati da un fungo, che richiedono un trattamento antimicotico mirato. L'allergia al sole, o eruzione polimorfa alla luce, tende a comparire già ai primi soli di primavera con macchie o bollicine anche dopo brevi esposizioni, mentre la sudamina è legata all'ostruzione dei dotti del sudore a causa di calore e umidità intensa.
Trattamento e Prevenzione
L'acne aestivalis tende a risolversi spontaneamente nell'arco di due o tre settimane se si eliminano tempestivamente i fattori scatenanti. Il primo passo fondamentale consiste nel sospendere l'uso di solari in crema ricca, oli o cosmetici contenenti grassi minerali e vegetali, sostituendoli con fotoprotettori ad ampio spettro in formulazioni acquose, gel o fluidi ultra-leggeri rigorosamente oil-free.
Su indicazione del dermatologo, è possibile applicare la sera gel leggeri a base di derivati della vitamina A per favorire la liberazione dei pori o pomate all'ossido di zinco, evitando accuratamente sia antibiotici che le creme al cortisone che rischiano di peggiorare lo sfogo. Infine, è consigliabile detergere delicatamente la pelle dopo la sudorazione o i bagni di mare e indossare abiti ampi in tessuti naturali come cotone e lino, così da ridurre lo sfregamento e l'effetto occlusivo.