Epilazione laser: sistemi a confronto

Laser per l'epilazione: apparecchi a confronto

Redazione TrovaDermatologo
Dermatologa Specialista 11 maggio 2026
Epilazione laser: sistemi a confronto
L’epilazione laser è la terza procedura più comune di medicina estetica dopo le iniezioni di acido ialuronico e il botulino. I moderni sistemi laser permettono di trattare efficacemente anche peli difficili: peli grigi-bianchi o molto chiari, peli scuri su soggetti di colore o abbronzati.
 

L'epilazione con la luce laser

 
Tutti i dispositivi si basano sul principio della fototermolisi selettiva, in cui il bersaglio principale è la melanina del pelo. Le lunghezze d’onda più utilizzate sono l’Alessandrite (755 nm), il Diodo (810 nm) e il Neodimio Yag (1064 nm).
L’Alessandrite è considerata il gold standard per i fototipi chiari (I-III) grazie al forte assorbimento della melanina, mentre il Neodimio Yag è la scelta più sicura per i fototipi scuri (IV-VI) per la minore interazione con la melanina epidermica e la maggiore profondità di penetrazione. 
Il laser Diodo rappresenta una soluzione intermedia molto versatile. Grazie alla lunghezza d’onda di 810 nm offre un buon compromesso tra assorbimento della melanina e penetrazione cutanea, risultando efficace su una vasta gamma di fototipi (principalmente II-IV) e tipi di pelo (da medio a spesso).
È spesso apprezzato per la buona tollerabilità del trattamento e per la possibilità di trattare aree più ampie in tempi ragionevoli. È considerato un cavallo da battaglia nella pratica clinica quotidiana per la sua affidabilità su pazienti con fototipi misti.
 

I vantaggi dei sistemi combinati Alessandrite + Nd:YAG

 
I dispositivi che combinano Alessandrite e Neodimio Yag permettono di miscelare le due lunghezze d’onda in base al fototipo e alle caratteristiche del pelo. Questa modalità è particolarmente vantaggiosa nei fototipi intermedi (III-IV) e consente di ottenere alta efficacia sui peli fini e chiari (tipici dell’Alessandrite) mantenendo un elevato livello di sicurezza sui fototipi più scuri (grazie al Nd:YAG).
 

Diodo versus sistema combinato Alessandrite + Nd:YAG: quale è meglio?

 
Non esiste un vincitore assoluto: tutto dipende dal fototipo, dal tipo di pelo e dalle zone da trattare.
- Il Diodo è molto versatile, generalmente ben tollerato e rappresenta un’ottima scelta “tuttofare”, soprattutto per pazienti con fototipi II-IV e per chi cerca un buon rapporto tra efficacia e comfort.
- Il sistema combinato Alessandrite + Nd:YAG offre maggiore flessibilità e spesso risultati più rapidi sui peli fini e chiari, mantenendo alta sicurezza sui fototipi scuri. Per questo motivo molti dermatologi e centri estetici lo considerano la soluzione premium, soprattutto quando si trattano pazienti con fototipi variabili o aree delicate.
In sintesi, per una clientela eterogenea il sistema combinato Alex + Nd:YAG garantisce la massima versatilità, mentre il Diodo resta un’opzione affidabile, versatile e spesso più accessibile.
 

Tecnologia scanner e modalità multipass

 
La modalità multipass (o “in-motion”/scanner) è diventata uno standard. A differenza del manipolo tradizionale con spot ampio e singola passata ad alta fluenza, la tecnica multipass utilizza spot più piccoli e multiple passate successive a fluenza più bassa. Questo approccio permette un riscaldamento graduale e più uniforme del follicolo pilifero.
 

Confronto tra single-pass e multipass: cosa dice la letteratura

 
Uno studio randomizzato del 2020 (Bonan et al.) su laser Alessandrite 755 nm ha dimostrato che la tecnica multipass ottiene una riduzione dei peli paragonabile alla single-pass, con il grande vantaggio di un dolore nettamente inferiore e una maggiore preferenza da parte dei pazienti.
 
Uno studio del 2014 (Koo et al.) sul laser Diodo 810 nm ha confermato risultati di efficacia simili tra le due tecniche, ma con significativamente minor dolore nella modalità multipass.
 
In sintesi, i sistemi combinati Alessandrite + Nd:YAG e la tecnologia multipass/in-motion rappresentano oggi lo standard per coniugare efficacia, sicurezza e comfort del paziente. La scelta del protocollo deve essere sempre personalizzata dal medico in base al fototipo, alla zona da trattare, al colore e allo spessore del pelo.

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