Mappatura dei nei: tutto quello che c’è da sapere
Quando si parla di pelle, uno dei pericoli maggiori è rappresentato dal...
Quando si parla di pelle, uno dei pericoli maggiori è rappresentato dal melanoma. Ecco allora che il controllo periodico dei nei e la loro relativa mappatura (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24075545/) rappresentano le armi più efficaci per prevenirne l’insorgenza o frenarne l’avanzamento.
Che cosa è un neo
Un neo (o nevo per la terminologia medica) è una proliferazione limitata di melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento responsabile della colorazione della pelle. Anche se sono da considerarsi come un’anomalia della cute, sono comunque del tutto fisiologici. Possono essere presenti dalla nascita o comparire nel corso della vita, in un numero che in genere varia dai 10 ai 40. La quasi totalità dei nei è innocua, ma non va mai esclusa la possibilità che una piccola parte, per un complesso di cause, degeneri dando vita al più aggressivo dei tumori della pelle: il melanoma.
Succede in modo particolare con i cosiddetti nei atipici o nei displastici che si presentano in maniera diversa rispetto ai nei comuni per forma, grandezza e colore. Si calcola che tanto più alto è il numero di nei atipici, tanto più è concreto il rischio di sviluppare un melanoma: secondo i dati a disposizione i soggetti che presentano più di cinque nei atipici hanno dieci volte più probabilità di essere colpiti da melanoma rispetto a chi non ne ha.
Serve ancora maggior prevenzione
Rispetto ad altre forme tumorali, il melanoma, il terzo tumore più diffuso in Italia sotto i 50 anni, gode della caratteristica di essere visibile e diagnosticabile. Per quanto sempre più presente, con circa 14 mila nuove diagnosi ogni anno e un’incidenza praticamente raddoppiata nell’ultimo decennio, se diagnosticato quando ancora è localizzato, trova nella chirurgia un intervento risolutivo. Una prevenzione ancora più attenta (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21171474/) consentirebbe quindi di evitare quei circa 1500 casi che ogni anno vengono scoperti quando sono ormai a stadi metastatici invasivi che lasciano poche speranze.
Tenerli sotto controllo con la mappatura
Le indicazioni delle società scientifiche e delle autorità sanitarie in materia di screening dei tumori della pelle non prevedono esami consigliati indistintamente a tutti e con cadenze regolari. Vengono forniti comunque consigli generali da discutere individualmente con il proprio medico che prevedono innanzitutto un autoesame puntuale. A questo si affianca la visita dermatologica annuale a partire dai trent’anni (da anticipare se si hanno pelle e capelli molto chiari) e la mappatura dei nei.
Un’indicazione generale suggerisce di procedere con la mappatura dei nei dopo i 50 anni ma è opportuno anticipare i tempi se si ha una storia familiare di melanoma. Secondo le linee guida, infatti, il 10% dei pazienti con melanoma ha almeno un familiare di primo grado che ha avuto lo stesso tipo di tumore. È consigliabile anticipare la mappatura dei nei anche in presenza di lesioni precancerose come la cheratosi attinica e nei fototipi a rischio con pelle chiara, occhi azzurri, capelli chiari o rossi.
Altri elementi di cui tenere conto sono le eventuali ustioni solari in infanzia e adolescenza e la massiccia esposizione ai raggi Uv artificiali delle lampade prima dei 35 anni: in entrambi i casi si calcola un aumento del 50% nelle probabilità di sviluppare un melanoma. Il consiglio del dermatologo resta quindi determinante nel suggerire quando sia opportuno procedere con la pratica.
Che cosa è la mappatura?
La mappatura completa dei nei permette di “fotografare” tutti i nei presenti sul corpo individuando precocemente le lesioni sospette. Si tratta infatti della visione dell’intero mantello cutaneo eseguita con l’ausilio della dermatoscopia in epiluminescenza (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21341432/). La tecnica utilizza il dermatoscopio, un piccolo strumento ottico manuale supportato da una lente illuminata che irradia la parte con un raggio incidente in grado di fornire ingrandimenti delle parti visionate compresi tra 10 e 20 volte.
Appoggiato sul nevo da controllare dopo l’applicazione di un sottile strato di olio minerale (è indispensabile per aumentare la trasparenza dello strato superiore della cute e annullare i raggi riflessi), ne analizza la struttura morfologica con massima precisione incrementando del 20-30% la possibilità di riconoscere una lesione sospetta rispetto alla semplice visione della parte a occhio nudo. La sorgente luminosa, collegata a un microscopio e a una telecamera, permette di indagare tutte le formazioni cutanee localizzate tra epidermide e derma. Con opportuni sistemi computerizzati le immagini microscopiche ottenute vengono salvate creando un archivio che consente al medico di evidenziare nel corso delle visite successive anche il minimo cambiamento e di intervenire con massima tempestività.
Cosa è bene sapere sulla mappatura
Spesso vi è una errata percezione da parte del pubblico riguardo al significato esatto del termine “mappatura”: non si tratta di un esame di tutti i nevi per ottenere una sorta di carta geografica di tutta la superficie cutanea. Infatti, nel corso della vita, possono comparire nuovi nevi che non sono necessariamente nevi a rischio, soprattutto in conseguenza delle ripetute esposizioni al sole.
La mappatura prende avvio da una accurata visita dermatologica in cui lo specialista individua i nevi a rischio (per forma irregolare, variazioni di colore, margini, ecc.) e su questi nevi esegue la videomicroscopia digitale o epiluminescenza per poter confermare o meno se vi sono fattori di rischio e anche per poter disporre di immagini digitali che serviranno per il confronto con quelle delle visite successive in modo da garantire un efficace follow-up. Esistono anche apparecchiature più complesse che eseguono una fotografia “total body” di tutta la superficie corporea e in questo caso si tratta di una “mappatura” totale, ma sono strumenti costosi in dotazione a pochi centri.
Quando fare la mappatura
La mappatura è un controllo del tutto non invasivo, tanto che può essere eseguita anche in gravidanza. Richiede dai 20 ai 30 minuti di tempo. Ideale effettuarla durante i mesi invernali perché il controllo risulta più efficace sulla pelle non abbronzata. Questo consente inoltre di monitorare eventuali cambiamenti legati a una esposizione prolungata al sole durante il periodo estivo.
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In sintesi
La mappatura dei nei è un esame diagnostico non invasivo che rappresenta un supporto fondamentale per la prevenzione e la diagnosi di eventuali tumori della pelle. Consente infatti una valutazione attenta nel tempo delle lesioni pigmentate e non pigmentate della cute in modo da monitorare la loro evoluzione e notare precocemente segni di modificazioni non riconoscibili ad occhio nudo. Prima dell’introduzione della mappatura con epiluminescenza, l’asportazione e il successivo esame istologico rappresentavano l’unico modo per verificare un sospetto di malignità (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23736265/).
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