Onicomicosi: il laser può curarla?
Gli studi confermano: il laser è una valida terapia
Redazione TrovaDermatologo
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2 luglio 2026
Immagine realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale
Le onicomicosi colpiscono tra il 5 e il 14% della popolazione generale (stime aggiornate) e rappresentano circa il 50% delle patologie delle unghie. Hanno una maggiore prevalenza tra le persone anziane, in particolare gli uomini, e in chi presenta problemi di circolazione periferica agli arti inferiori, diabete, compromissione del sistema immunitario, tinea pedis (piede d’atleta) o distrofie ungueali preesistenti.
La diagnosi si basa sulla valutazione clinica, confermata dall’esame microscopico diretto, dall’esame colturale o, preferibilmente, dalla PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), un'avanzata analisi molecolare che identifica rapidamente il DNA dei funghi responsabili (principalmente dermatofiti come Trichophyton rubrum, ma anche muffe e lieviti).
La cura rimane sfidante
La guarigione definitiva è ancora difficile da ottenere e le recidive rimangono frequenti (10-30% circa). Quando si sceglie una terapia, bisogna considerare sede, estensione della lesione, tipo di fungo, compliance del paziente, costi e comorbilità. Lo specialista dispone di terapie topiche, sistemiche (terbinafina, itraconazolo), meccaniche/chirurgiche (avulsione, curettage) e laser. Queste possono e devono spesso essere combinate.
### Evoluzione dell’uso del laser
La prima pubblicazione sull’utilizzo del laser CO₂ risale al 1984. L’FDA ha approvato vari sistemi laser (principalmente Nd:YAG 1064 nm e alcuni CO₂) per il “temporaneo aumento dell’unghia chiara” nell’onicomicosi già a partire dal 2010-2012. Numerosi dispositivi sono oggi disponibili e utilizzati in combinazione con altre terapie.
La prima pubblicazione sull’utilizzo del laser CO₂ risale al 1984. L’FDA ha approvato vari sistemi laser (principalmente Nd:YAG 1064 nm e alcuni CO₂) per il “temporaneo aumento dell’unghia chiara” nell’onicomicosi già a partire dal 2010-2012. Numerosi dispositivi sono oggi disponibili e utilizzati in combinazione con altre terapie.
Uno studio pilota del 2014 con Nd:YAG 1064 nm a impulso lungo ha mostrato miglioramenti significativi senza effetti collaterali rilevanti, soprattutto dopo assottigliamento preliminare dell’unghia.
Cosa dicono gli studi più recenti
Una review del 2019 (Ma et al.) riportava un tasso di guarigione micologica complessivo del 63% (Nd:YAG 1064 nm circa il 63%, CO₂ circa il 74%). I dati più aggiornati modificano parzialmente questo quadro.
Una meta-analisi sistematica del 2024 (Meretsky et al., 9 studi, 533 pazienti) ha confrontato il laser con altre terapie e ha concluso che la terapia laser mostra risultati promettenti, con efficacia comparabile o superiore alla terbinafina in termini di guarigione micologica e clinica, e con meno effetti avversi. Il laser ha dimostrato un aumento statisticamente significativo del tasso di guarigione micologica rispetto alla terbinafina in alcuni pooling di dati.
Altri studi recenti (2024-2025) confermano. Buoni risultati si sono ottenuti con Nd:YAG 1064 nm (soprattutto long-pulse o Q-switched), particolarmente nei casi lievi-moderati, mentre con il laser CO₂ frazionale gli esiti si sono dimostrati superiorequando combinati con topici.
Le terapie combinate (laser + topico, o laser + fotodinamica) danno dunque i risultati migliori. Il laser favorisce la penetrazione dei farmaci e ha effetto diretto sui funghi (termico, fotomeccanico o sterilizzante).
I protocolli più efficaci sembrano richiedere più sedute (6-12) rispetto ai primi studi, con follow-up a 6-12 mesi. Il miglioramento clinico (unghia più chiara, riduzione OSI - Onychomycosis Severity Index) è visibile già dopo 2-4 sedute.
Meccanismi d’azione del laser per onicomicosi
Il laser Nd:YAG 1064 nm (impulso lungo) agisce sulla melanina e per effetto termico selettivo porta alla morte o alla inibizione della crescvita del fungo. Il Nd:YAG impulso corto/Q-switched produce in più un'onda d’urto fotomeccanica che danneggia iulteriormente il microrganismo. Il laser CO₂ ha azione ablativa, batteriostatica e aumenta la penetrazione dei topici.
Non tutti i funghi rispondono ugualmente (i migliori risultati si ottengono sui dermatofiti).
Vantaggi e limitazioni
Il laser è sicuro, indolore o con dolore tollerabile, senza anestesia. Effetti collaterali rari (dolore transitorio, lieve sanguinamento con CO₂). È particolarmente indicato per:
- Pazienti che non possono assumere antimicotici orali (epatopatie, interazioni farmacologiche, immunodepressi, anziani fragili).
- Casi resistenti ai trattamenti convenzionali.
- Pazienti che non possono assumere antimicotici orali (epatopatie, interazioni farmacologiche, immunodepressi, anziani fragili).
- Casi resistenti ai trattamenti convenzionali.
Rimane generalmente meno efficace delle terapie sistemiche nei casi gravi se usato in monoterapia, ma le combinazioni stanno riducendo questo gap. Serve ancora ricerca su protocolli standardizzati, follow-up lunghi e confronto diretto.
In ultim analisi, il laser rappresenta oggi una valida alternativa o coadiuvante alle terapie tradizionali, con dati sempre più solidi a supporto, soprattutto nelle terapie combinate. Gli studi proseguono, con particolare attenzione su protocolli ottimizzati, più sedute, associazione con ionoforesi, fotodinamica o nuovi topici.