Psoriasi: perché i dermocosmetici sono fondamentali

Nella terapia della psoriasi anche i prodotti dermocosmetici sono importanti

Redazione TrovaDermatologo
Dermatologa Specialista 12 luglio 2026
psoriasi dermocosmetici
La terapia della psoriasi non dovrebbe puntare solo al miglioramento dei sintomi, ma anche a migliorare la qualità di vita del paziente. I dermocosmetici hanno proprio questo compito.
Sappiamo che esistono linee guida condivise sui farmaci, ma anche per quanto riguarda le terapie topiche non farmacologiche le indicazioni si sono rafforzate negli ultimi anni: le principali società scientifiche internazionali oggi riconoscono gli emollienti e i prodotti barriera-specifici come pilastro essenziale della terapia, sia nelle forme lievi sia come adiuvanti nelle forme moderate-gravi.
 

Emollienti e cheratolitici: ingredienti fondamentali

 
Già nel 2017 è stato pubblicato un documento di consensus dei dermatologi toscani in cui viene messo in evidenza il ruolo degli emollienti e dei cheratolitici e in particolare di urea, glicerina e acido salicilico. Questi attivi hanno un ruolo importante nel trattamento della psoriasi perché riducono lo spessore della placca e migliorano la funzionalità della barriera cutanea. In alcune zone in particolare, come il cuoio capelluto, possono essere utili prima di applicare un trattamento topico farmacologico. 
Esistono oggi molti dati a sostegno dell’uso dei trattamenti topici non farmacologici nella psoriasi rispetto al passato. Sono stati fatti grandi progressi nella composizione degli emollienti, passati dall’utilizzo di molecole igroscopiche ed occlusive a prodotti di seconda e terza generazione che contengono sostituti del fattore naturale di idratazione (NMF), complessi lipidici e ingredienti mirati sulla fisiopatologia della malattia.
 

Il dermocosmetico ideale nella psoriasi

 
Il dermocosmetico ideale dovrebbe essere “disegnato” in base alla fisiopatologia della malattia e su misura del paziente, tenendo conto di criteri quali l’innovazione scientifica, la sicurezza, l’efficacia e la compliance.
In particolare, per quanto riguarda la psoriasi, il dermocosmetico dovrebbe:
 
1. agire sui fattori patogenetici della malattia, ossia alterazione di barriera, alterazione della maturazione cellulare e infiammazione;
 
2. contenere materie prime purissime, prive di potere sensibilizzante e allergizzante;
 
3. essere formulato con principi attivi specifici e veicolati da un sistema cosmetico efficace e stabile;
 
4. avere una formulazione gradevole (non ungere, non macchiare, ecc).
 
Tutti questi punti, uniti alla necessità di proteggere la barriera cutanea, hanno portato alla formulazione del brevetto CSU, costituito da tre attivi: lipidi epidermici specifici, urea e un endocannabinoide, l’isopalmide. Questi tre ingredienti agiscono in sinergia sui meccanismi patogenetici della psoriasi, riducendo la formazione delle placche e l’infiammazione.
 

Una combinazione funzionale di ingredienti

 
In particolar modo i lipidi epidermici (ceramidi, colesterolo e acidi grassi) favoriscono la corretta maturazione cellulare, stimolano la sintesi di proteine che sono deficitarie nella cute psorisiaca (come la filaggrina e l’involucrina) e modulano negativamente la risposta infiammatoria. 
 
L’urea al 10% migliora l’idratazione cutanea e la funzionalità di barriera; inoltre ha un’azione cheratolitica delicata. Preparazioni che contengono urea e ceramidi sono in grado di stimolare l’espressione di geni che codificano la transglutaminasi 1, la filaggrina, l’involucrina e la loricrina, proteine deficitarie nella cute psorisiaca, favorendo il ripristino della barriera cutanea.
 
L’isopalmide ha azione antinfiammatoria, perché agisce modulando in senso negativo il fattore di trascrizione NF-kB e riduce il rilascio di citochine pro-infiammatorie. L’interesse per il sistema endocannabinoide cutaneo nella psoriasi rimane attuale e supportato da studi recenti.
 

Soluzioni su misura per migliorare la compliance

 
Esistono tuttavia delle criticità nella formulazione di un dermocosmetico di questo tipo. Una è la presenza di urea, ingrediente difficile da inserire e da mantenere stabile, perché è idrofilo e impatta sulla compliance del paziente per l'odore, perché spesso risulta troppo grassa e provoca irritazioni e reazioni cutanee. Inoltre libera ammoniaca e quindi alza il pH della cute. Ma il suo utilizzo, insieme ai lipidi epidermici e all'isopalmide, ossia molecole lipofile, ha permesso di creare un'azione sinergica, in modo che la formula risulti gradevole ed emolliente. Lo stesso si può dire del veicolo, costituito da cere naturali e alcoli grassi a catena lunga che hanno un'azione emolliente e conferiscono consistenza gradevole. Da apprezzare anche il sistema tampone, per stabilizzare il pH della formula, basato sull'utilizzo di acido lattico e sodio lattato, molecole dermocompatibili.

Iscriviti alla SkinLetter

Ricevi settimanalmente consigli dermatologici, sconti su prodotti e aggiornamenti clinici direttamente nella tua casella di posta.